Trust e Imposta di Successione: perché questo potrebbe essere il momento giusto per pianificare

30
Giu, 2026

Negli ultimi mesi, in Italia è tornato al centro del dibattito il tema della possibile riforma dell'imposta sulle successioni e donazioni. Da tempo, infatti, si discute dell'opportunità di avvicinare il sistema italiano a quello di molti altri Paesi europei, dove aliquote e carico fiscale sui trasferimenti patrimoniali risultano sensibilmente più elevati.

Sebbene allo stato attuale non vi siano modifiche normative approvate, l'ipotesi di una revisione delle franchigie e delle aliquote continua a essere oggetto di confronto politico ed economico. Per questo motivo, chi possiede patrimoni familiari, partecipazioni societarie o aziende dovrebbe valutare per tempo gli strumenti di pianificazione successoria oggi disponibili.

Tra questi, il Trust rappresenta una delle soluzioni più efficaci e flessibili. Oltre a consentire una gestione ordinata del passaggio generazionale, della protezione del patrimonio e della tutela di soggetti vulnerabili, il trust può assumere un ruolo rilevante anche sotto il profilo fiscale.

Di particolare interesse è il recente orientamento espresso dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 170/E del 2025, che ha fornito importanti chiarimenti in materia di imposizione indiretta dei Trust. In presenza dei presupposti previsti dalla normativa, la scelta di assoggettare il conferimento nel Trust all'imposta sulle successioni e donazioni consente di determinare il prelievo fiscale sulla base della disciplina vigente al momento dell'istituzione del vincolo, senza che eventuali future modifiche normative incidano su tale imposizione.

È opportuno ricordare che il D.Lgs. 139/2024 ha riformato la disciplina dell'imposizione indiretta dei Trust, introducendo come regola generale la cosiddetta tassazione "in uscita", ossia al momento dell'effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari. La normativa, tuttavia, consente al disponente (o, nei casi previsti, al trustee) di optare per l'applicazione dell'imposta già al momento della dotazione del trust (tassazione "in entrata"). Questa possibilità conferma la notevole elasticità dello strumento, permettendo di scegliere, in presenza dei presupposti di legge, la soluzione più coerente con gli obiettivi di pianificazione patrimoniale.

In altri termini, laddove ne ricorrano le condizioni, la costituzione di un Trust oggi potrebbe consentire di "cristallizzare" il regime fiscale attualmente applicabile, offrendo maggiore certezza nella pianificazione patrimoniale e successoria.

Naturalmente, ogni situazione richiede un'attenta analisi tecnica. Il Trust non è uno strumento standardizzato né un semplice mezzo per conseguire vantaggi fiscali: è un istituto giuridico complesso che, se correttamente progettato e amministrato da professionisti qualificati, permette di coniugare esigenze di governance familiare, continuità aziendale, protezione patrimoniale e pianificazione del passaggio generazionale.

In un contesto normativo in continua evoluzione, pianificare oggi significa offrire maggiore serenità al patrimonio di domani.

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